Hanno poche calorie, ti saziano a lungo, tengono bassa la glicemia e riattivano l’intestino: eppure molti non lo mangiano mani!

Controindicazioni: quando fare attenzione

La controindicazione più importante è il favismo. Chi ha deficit di G6PD deve evitare le fave, perché possono scatenare una crisi emolitica anche grave. Questa non è una semplice intolleranza: è una condizione genetica seria.

Inoltre, le fave possono causare gonfiore, soprattutto se mangiate in grandi quantità. Chi soffre di problemi intestinali particolari dovrebbe introdurle con calma.

Come cucinare le fave

Le fave fresche si possono mangiare anche crude, soprattutto quando sono giovani e tenere. Il classico abbinamento italiano è con pecorino, pane e magari un filo d’olio.

Cotte, invece, sono perfette per:

• pasta con fave e pecorino
• purè di fave con cicoria
• minestre e zuppe
• insalate con verdure, tonno o uova
• contorni con cipolla, olio e menta

Se sono grandi, conviene eliminare anche la pellicina esterna dopo la cottura, perché può risultare un po’ dura e amarognola.

Le fave sono un legume semplice, antico e molto valido. Hanno poche calorie se consumate fresche o cotte, buone fibre, proteine vegetali e minerali utili. Possono aiutare la sazietà, l’intestino e la qualità generale della dieta.

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