Preparazione
La sera prima.
Metto i fiocchi d’avena in una ciotola capiente, verso il succo di mela e mescolo quel tanto che basta per bagnarli tutti.
Si aggiunge il resto.
Unisco il pizzico di sale, l’uvetta e le mandorle. Mescolo, copro la ciotola e lascio riposare tutta la notte.
Al mattino l’avena sarà gonfia, morbida e ben legata.
Formare i biscotti.
Prelevo una cucchiaiata di impasto alla volta, la compatto leggermente con le mani e la appoggio su una teglia rivestita di carta forno. Poi schiaccio un po’: non si allargano in cottura.
Cottura.
Inforno a 170 °C per circa 25 minuti. Devono asciugarsi bene, non diventare troppo scuri.
Riposo finale.
Una volta sfornati li lascio intiepidire: da caldi sono morbidi, raffreddandosi diventano più compatti.
Note e consigli (in linea con la filosofia Berrino)
Se l’impasto risulta troppo morbido, aggiungi un cucchiaio di farina di mandorle
Si conservano 3–4 giorni in un contenitore ermetico
Perfetti a colazione o come spuntino quando serve qualcosa che plachi davvero la fame
Perché funzionano (e perché piacciono al dottor Berrino)
Niente zuccheri raffinati
Avena integrale → fibre e sazietà
Dolcezza naturale del succo di mela e dell’uvetta
Masticazione lenta, che aiuta il senso di pienezza
Questi biscotti non cercano di piacere a tutti. E va bene così. Sono biscotti essenziali, onesti, funzionali, pensati per nutrire e non per stimolare la voglia di mangiarne dieci. Io li preparo quando voglio una colazione semplice, che mi tenga sazia e mi faccia iniziare la giornata con calma. E ogni volta capisco perché il dottor Berrino li propone da anni
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