Le fave sono uno di quei legumi che sanno proprio di primavera. Arrivano sui banchi quando iniziano le giornate più miti e, soprattutto nel Centro-Sud Italia, fanno subito pensare a piatti semplici, contadini, ma pieni di gusto: fave fresche e pecorino, purè di fave, pasta con le fave, minestre e insalate. Dal punto di vista botanico, le fave sono i semi della Vicia faba, una pianta della famiglia delle Fabaceae. Sono coltivate da tempi antichissimi nell’area mediterranea e ancora oggi restano molto presenti nella cucina italiana, soprattutto in Puglia, Sicilia, Lazio, Sardegna e Basilicata.
Fave: proprietà, benefici, valori nutrizionali e come usarle in cucina
Non sono un alimento “miracoloso”, e questa è una cosa importante da dire subito. Però sono un legume interessante: saziante, ricco di fibre, con una buona quota di proteine vegetali e naturalmente povero di grassi.
Valori nutrizionali delle fave
I valori cambiano molto tra fave fresche, secche e cotte. Per questo è meglio non confondere i dati.
In 100 g di fave cotte bollite troviamo indicativamente:
• Calorie: circa 110 kcal
• Proteine: circa 7-8 g
• Carboidrati: circa 19-20 g
• Grassi: meno di 1 g
• Fibre: buona quantità
Le fave fresche risultano più leggere rispetto a quelle secche, perché contengono più acqua. Le fave secche, invece, sono molto più concentrate e quindi anche più caloriche.
Sono anche una buona fonte di folati, potassio, magnesio, ferro e altri minerali, anche se il ferro dei legumi è ferro “non-eme”, quindi viene assorbito meglio se abbinato a vitamina C, per esempio limone, arancia, pomodori o verdure fresche.
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